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Letteratura erotica, un boom al femminile


Mezza dozzina di titoli pubblicati in poche settimane. Tutti di letteratura erotica. E soprattutto scritti da donne. E' il nuovo boom dell'eros al femminile in versione letteraria, fino a pochi anni fa un campo d'azione tradizionalmente riservato agli uomini, tranne qualche eccezione. Qui a fianco gli ultimi sei titoli italiani in ordine di tempo, con l'attrice Pamela Villoresi che ne declama alcuni brani per il Corriere online. Ogni libro è accompagnato da una scheda e da un giudizio di Giorgio De Rienzo.

L'eros nella pittura e nella scultura di Francesca Bonazzoli

    
 

Picasso "proibito" a Parigi

    

IN PRINCIPIO FU BOCCACCIO
di Giorgio De Rienzo

L'eros in letteratura, nella nostra tradizione, è tutto al maschile. E' esplosione - libera e scanzonata - di vitalità solare da Boccaccio ad Aretino. Poi procede per ombre e luci. L'amore nell'autunno del Rinascimento è ossessionato dalla Controriforma, che porta al gusto della trasgressione. Nel Seicento è invenzione di artifici, spolpati di realtà.

E' esibizione di una "meraviglia", che sa immaginare amatrici d'eccezione: belle "zoppe" o "balbuzienti", "gobbe" o "guerce". Nel Settecento, composto e razionale, l'amore in superficie torna alla naturalezza e alla libertà, ma nel profondo diventa un eros faticoso, che ha bisogno dei marchingegni inventati dal marchese di Sade. Nell'Ottocento prevale il sentimento e la passione si fa più intellettuale che carnale.

Ed ecco sogni perversi e ossessioni nascondersi nelle metafore allusive inventate dal pudore: metafore che sanno essere in realtà più sexy di quanto saprà inventare D'Annunzio con il suo eros floreale. Poi nel Novecento, fra turbe mentali e analisi spietate dei vizi della borghesia, ritorna quella che Burgess definisce la "legge imperiosa del sesso eretto". Ci saranno, fra gli altri, i libri di Moravia, e intanto arrivano le donne.

I modelli sono però d'importazione: vengono dalle pioniere della ribellione femminista, dalle raffinate indagini psicologiche di Colette, dalle audaci descrizioni di amori lesbici di Anais Nin, dalle performance narrate da Pauline Réage. Le "parole per dirlo" si fanno esplicite, sono quelle nude e crude del linguaggio popolare, tinte se mai di colorite variazioni dialettali. Una tristezza.

Pensate al casto Ottocento. "Lui" era l'"indomabile", il "ferro spietato", lo "scettro in fiamme", se non si avviliva in un "floscio pungiglione". "Lei" era "delizioso nido", "grotta", "adorabile recesso", da cui sgorgava il "liquido divino" pronto a unirsi al "lattiscente umore" del suo complice. Anche nel kitsch, non è ben allegra questa invenzione di linguaggio?

 

LA SITUAZIONE OGGI

Da qualche anno in qua l'eros sembra essere diventato territorio gestito solo dalle donne in carriera letteraria. Sarà forse perché il maschio "pratica" sempre di meno, come raccontano le statistiche? o perché ha perso il gusto dell'immaginazione, nel dilagare della pornografia tra cinema, televisione e Internet? Restiamo al fatto.

Gli amanti del genere hanno, anche in Italia, due collane. La "Biblioteca dell'Eros" delle edizioni ES di Milano, aperta a tutti, e "Pizzo nero" dell'editore Borelli di Modena, che accoglie solo titoli scritti da donne: un vero e proprio ghetto-harem.

 

Un'indagine fatta da Borelli segnala i gusti mutati dei lettori d'oggi (35%) e delle lettrici (65%) rispetto a cinque anni fa. Può essere un test di come sono cambiati i gusti nelle fantasie. L'eroe maschile prediletto nel '95 doveva essere "sessualmente dominatore" (70%), ora è preferito "sottomesso" alla donna (60%): più o meno - o sotto o sopra - deve essere comunque "rude" e "atletico" esecutore, cioè strumento. L'eroe "romantico" crolla: è sceso da un indice di gradimento 48 al 35%.

 

E' cambiata anche la fantasia sul "dove farlo". Cinque anni venivano prediletti luoghi come conventi e prigioni (brutto segno), castelli e spazi esotici erano in coda. Oggi si sogna di far l'amore fra comodità e splendore, salgono nella classifica gli alberghi di lusso e i castelli (probabilmente ricchi di comfort), a picco vanno conventi e prigioni, mentre, chissà perché, restano stazionari, a metà strada, gli "ambulatori medici": che il sesso sia ridotto a terapia? Ho l'impressione che siamo messi male.

 

Giorgio De Rienzo

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